A Napoli c’è molto da fare, per Napoli ancora di più.

A volte mi chiedo perché tanti giovani cervelli vanno via dalla nostra città. A Napoli c’è molto da fare. Per Napoli ancora di più. Me ne sono convinto un giorno di giugno del 2008, in uno dei momenti più drammatici della nostra storia, quando le immagini di Napoli sepolta dai rifiuti hanno iniziato a circolare per il mondo. In quell’infuocato giorno della nostra vergogna, quando dalle strade esalava un odore rancido, ho capito che nessuno doveva restare fermo. Che certe tolleranze a volte sono colpevoli. Ognuno di noi che ha veramente a cuore la nostra città, per i motivi più diversi, morali oppure estetici, di affari o di interessi, deve fare la sua parte. Perché solo i napoletani possono cambiare i napoletani.
Napoli ai tempi dei rifiuti appariva come una campagna pubblicitaria in negativo. Bisognava cambiare tutto, come si fa per un prodotto che non va più, a iniziare dal nome. La mia prima campagna per Napoli l’ho lanciata sul web con Totò e Peppino che prendevano un caffè al bar, mentre risuonavano le note di una vecchia canzone, “A tazza ‘e café”, che sotto tiene lo zucchero e sopra amara è. Si trattava solo di girare nella tazza per far emergere il buono di Napoli che era sul fondo. Il messaggio arrivò. Ci fu una chiamata a raccolta presso lo studio di Agrelli&Basta. Si presentarono in centinaia. È cosi che è nata “Partenope”, la città virtuale abitata da cittadini reali con tanto di carta d’identità. Presto siamo diventati migliaia e abbiamo portato in giro per il mondo la faccia positiva di Napoli dopo monnezza e Gomorra. Diversi gli eventi di Città di Partenope all’estero, New York, Tokyo, Sydney, Buenos Aires.
Oggi Partenope è diventata un virus positivo. Dà vita a molte cose, come questo libro che vuole essere contagioso attraverso tutti quelli che lo sfoglieranno.
Il libro è nato da un concorso fotografico che Città di Partenope ha bandito per puntare gli obiettivi dei partecipanti su Napoli fuori dai luoghi comuni e per far circolare immagini nuove. Non più vicoli con i panni stesi e rifiuti per le strade, ma una città dal viso pulito, pervasa di civismo e rispettosa delle regole, traversata da modernissimi metrò, dove i monumenti e le strade tornano a risplendere e i cittadini si muovono in un futuro che è già cominciato.
Chiudo con i cittadini. Ce ne sono di affermatissimi che fanno onore alla città. In ogni settore e di ogni appartenenza sociale, nel mondo dell’imprenditoria, della ricerca, della finanza, dello sport. Sono esempi positivi per i giovani che non credono si possa avere successo nella vita restando a Napoli. Vorremmo presentarli tutti, i nostri napoletani vincenti, noti e meno noti. Quest’anno abbiamo potuto sceglierne solo alcuni. Li troverete con il loro profilo nelle pagine del libro “Partenope – another way to see Naples” disponibile presso Feltrinelli.

dalla prefazione del libro “Partenope – another way to see Naples – 2013”

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